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Il Battilastra...

venerdì 26 luglio 2013

Michele Belloni della Carrozzeria Belloni di Parma, che si è reso disponibile anche a fornirci il materiale fotografico per la stesura di questo articolo, racconta la sua esperienza personale.

«Mi ricordo che quando ho iniziato avevo un grande interesse nel guardare i “maestri” battilastra, che prendevano in mano martello e tassello e iniziavano a “picchiare” riportando a nuovo il pezzo danneggiato e pensavo a quando sarei stato in grado di farlo anch’io - dice - Con le attrezzature di oggi, i problemi si risolvono facilmente.
Infatti, quando i danni sono strutturali, ci aiutano i banchi di squadratura che, grazie all’utilizzo delle dime, permettono di riallineare l’auto».

Il battilastra di oggi è infatti aiutato nel suo lavoro da attrezzature sempre più sofisticate e dalla facilità di sostituzione dei pezzi. Ben diversa era la situazione tempo fa, quando era l’artigiano che costruiva i pezzi con le proprie mani e riusciva a riparare gli autoveicoli danneggiati con poca attrezzatura, usando manualità e inventiva.

«Il bello di questo lavoro è che non si finisce mai di imparare - aggiunge Belloni - Una qualità essenziale è la capacità di osservazione che da modo di migliorarsi. Io penso che tutti i battilastra abbiano una preparazione professionale ampia, ma che quelli più completi siano i restauratori.
Ho avuto la fortuna di avere come insegnanti persone con molta esperienza e ho cercato di apprendere le tecniche da ognuno, scegliendo quelle che sembravano più adatte a me».
Le tecniche di un battilastra, infatti, sono molto individuali. Anche se il risultato finale può sembrare lo stesso, ognuno ha il suo stile e se lo costruisce con il tempo.
«Ho avuto esperienze di restauro sulle auto d’epoca e la voglia di imparare mi ha dato la possibilità di specializzarmi nell’uso delle leve - racconta Belloni - Questa tecnica si utilizza per danni di piccole dimensioni quali sono le ammaccature o i danni da grandine».

Ma come ci si “attrezza” per questo tipo di “operazione”? La risposta di Belloni giunge immediata: «L’attrezzatura è composta da leve ricavate da tondini di acciaio sagomati e, se usate con attenzione ed esperienza, possono dare eccellenti risultati senza dover riverniciare il pezzo».

Con il tempo, Michele Belloni si è sempre più appassionato e ha iniziato a specializzarsi sulla lavorazione dei serbatoi, d’epoca e attuali.

L’attrezzatura che utilizza è di sua produzione. Proprio così, se la è costruita lui stesso con il tempo.
«Queste ultime per me sono le riparazioni più difficili perché quando mi trovo un serbatoio cromato che deve tornare perfetto o uno d’epoca sul quale devo mantenere l’originalità della vernice, le difficoltà aumentano - confessa l’esperto battilastra che, tra l’altro, è tra i pochissimi in Italia ad avere questa particolare specializzazione - Un lato positivo del nostro lavoro sono però i complimenti che riceviamo dai clienti quando riusciamo a farli contenti e questo gratifica molto e ripaga di tutta la fatica».

BELLONI MICHELE Via Battibue 17, 43100 Parma - P.IVA 02511200343
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